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Matteo Bertolazzi

Matteo Bertolazzi

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Nato nel 1979, Matteo Bertolazzi iniziò a respirare basket fin da ragazzino. Da figlio d’arte, perché a Parma, sua città natale, papà Gianni era stato uno storico presidente della pallacanestro femminile, mentre mamma Cristina aveva giocato in Serie A, come del resto la sorella Giulia. Un predestinato che ancora ragazzino, appena quindicenne, aveva scelto di crescere alla palestra Porelli, in casa Virtus. In bianconero, a coltivare il talento che ne aveva fatto un playmaker affidabile e ispirato, restò fino al 2000, arrivando a dare il proprio contributo in palestra alla prima squadra, e addirittura a debuttare in serie A con la V nera sul petto. Successe nella stagione 1996-1997, quando Matteo andò a roster otto volte e scese in campo due, debuttando alla terza giornata di campionato contro Pistoia, che sarebbe diventata una delle squadre del suo destino più in là nel tempo, e segnando i primi due punti contro Forlì, altro approdo futuro, alla settima giornata.
Chiusa la lunga e formativa parentesi alla Virtus, la sua carriera proseguì a lungo tra Forlì, Pistoia, Vigevano, Casalpusterlengo ed Omegna. Anni particolarmente felici e produttivi quelli di Pistoia, dove Matteo è stato capitano della squadra, raggiungendo tra l’altro una storica promozione in Serie A2. Stesso traguardo conquistato a Vigevano, al termine della stagione 2008-2009.
Era ancora in campo, ad Omegna, fino a pochi giorni prima di quel dannato 27 settembre 2012, quando fu costretto a chiudere con la pallacanestro per colpa di quella terribile malattia che l’avrebbe portato via soltanto un anno più tardi, appena trentaquattrenne. Ha lottato contro la leucemia, Matteo, come era stato lottatore appassionato sui parquet, lasciando un ricordo indelebile che gli amici hanno raccolto: nel corso del 2014 è infatti nata l’associazione #7 For You, che porta il suo numero di maglia e che insieme agli amici di lunga data Marco Pappalardo, Bruno Cerella e Fiorello Toppo ed alla famiglia Bertolazzi, organizza eventi nel ricordo di Matteo, devolvendo il ricavato in beneficienza. Nel 2014 sono stati donati 7mila euro al reparto Ematologico dell’Ospedale di Parma, dove Matteo ha lottato fino all’ultimo contro la malattia.