La presentazione di coach Mumbrù: “Costruita una squadra con idee chiare, per rendere orgogliosi i nostri tifosi”
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La presentazione di coach Mumbrù: “Costruita una squadra con idee chiare, per rendere orgogliosi i nostri tifosi”

Bologna, 10 settembre –

 

Nella cornice del Savoia Hotel l’head coach Alex Mumbrù ha risposto alle domande della stampa sulla stagione appena iniziata:

Cosa significa per me arrivare in Virtus? Per me è un grande onore essere qua e rappresentare una grande squadra come la Virtus: una delle società più storiche dell’intero panorama cestistico. Tutti sappiamo cosa rappresenta la Virtus. Non vedevo l’ora di incominciare e sono stato molto contento di iniziare la stagione nella nostra palestra davanti ai nostri tifosi. Prima sapevo cosa voleva dire giocare in un posto come questo da giocatore, ora so cosa vuol dire anche farlo da allenatore.

Le differenze con l’allenare una Nazionale? Certamente da CT hai meno tempo per lavorare durante la settimana, mentre qui hai la possibilità di migliorare giorno per giorno. Abbiamo tanti giocatori nuovi che devono capire quello che dobbiamo fare, ma l’obiettivo è migliorare giorno per giorno. Una delle idee quando abbiamo iniziato a costruire la squadra io e Paolo è stata quella di costruire una squadra per la quale i tifosi che vedono le partite della Virtus devono sentirsi orgogliosi perché vedono una squadra che combatte su qualsiasi pallone. Quindi a livello difensivo dobbiamo mettere in campo una difesa dura e di squadra che ci consenta di lottare su ogni pallone. In attacco vogliamo correre e attaccare fin dai primi secondi di possesso; se questo non dovesse succedere comunque dobbiamo riuscire ad attaccare di squadra senza errori e forzature.

L’aspetto dei rimbalzi è un aspetto fondamentale? Sì, dobbiamo correre dopo i canestri subiti, ma anche riuscire a vincere tanti rimbalzi offensivi e difensivi: ormai nella pallacanestro moderna i rimbalzi sono una componente fondamentale per vincere le partite e giocare in maniera veloce.

Da allenatore a chi mi ispiro? Ad Aito, dato che come giocatore sono stato 5 anni con lui e in questo tempo ho cercato di prendere tante cose da lui. Nel basket di oggi tutti cercano di giocare in modo veloce, con ritmo e tanti cambi. Con questo tipo di gioco anche i giocatori si divertono di più e questa è l’idea con cui abbiamo cercato di costruire questa squadra.

Il campionato italiano peggio di quello spagnolo? No, non lo penso. Credo che ogni campionato abbia il suo stile. Abbiamo tanti rookie in Eurolega e in campionato quindi dovremo essere bravi ad adattarci velocemente nell’approcciarci a queste novità.

Se spero di essere la nuova Parigi e Valencia? Ci sono differenze, ad esempio – se prendiamo Parigi  come esempio – quando è arrivato Splitter c’erano già una serie di giocatori che giocavano lì assieme da un po’ di tempo. Sicuramente può essere una squadra che si avvicina a quella, ma abbiamo una squadra giovane, quindi dovrà prima esserci un processo di crescita generale. Possiamo paragonarci per il gioco veloce a Parigi, ma oltre a parlarne dobbiamo lavorare per metterlo in pratica questo gioco. Io ora sono a Bologna da 10 giorni, da 7 giorni ci alleniamo tutti insieme (anche se non tutti perché manca l’infortunato Kokila). La cosa chiara è che sappiamo come questa squadra può vincere e come può e vuole giocare: dobbiamo avere ben chiaro il nostro stile di gioco e come vogliamo approcciare alla partita.

Kessler Edwards? Kessler è arrivato in Eurolega 10 mesi fa, non ha avuto tanti minuti all’Hapoel e qui da noi può trovare tanti minuti e occupare sia il ruolo di 3 che di 4; così come altri giocatori che abbiamo scelto, così che in caso di infortuni riusciamo a coprire i ruoli senza modificare l’assetto dato che durante la stagione non è facile trovare alternative sul mercato. Lui è un giocatore molto talentuoso e un grande tiratore, oltre ad essere decisamente atletico. Kessler è silenzioso e tranquillo, anche perché è da pochissimi mesi in Europa. Noi crediamo molto in lui.

Chi sarà la guida offensiva della squadra? Se pensiamo che un solo giocatore possa essere l’unico riferimento abbiamo un problema. Abbiamo Frazier, Moore, Alston, Edwards e altri, ma dobbiamo giocare come squadra. Certamente avremo momenti nel quale ci affideremo al giocatore che in quel momento è più in fiducia, ma la cosa fondamentale è che ognuno abbia chiaro il proprio ruolo.

Diarra da 4? La vedo difficile come soluzione. Lui si potrebbe usare certamente nella metà campo difensiva per la sua velocità, ma in attacco lui dovrà creare lo spazio per i tiratori, essendo questa una squadra che tirerà molto da 3. Aliou è un buonissimo giocatore, dalla grande energia: non è un gigante come Tavares, ma è uno dei lunghi più veloci nell’up&down e questo ci aiuterà certamente come 5.

L’attitudine difensiva mostrata ieri mi rende felice e può essere un fattore? Questo è quello che vogliamo. Non pensiamo nel vincere o perdere: pensiamo al processo di crescita e al fatto che i giocatori devono dare il 100%. I tifosi saranno orgogliosi di noi se avremo lottato su qualsiasi pallone, partendo da una difesa forte. Ieri in alcuni momenti gli avversari non sono riusciti a tirare, quindi è un buon inizio.

Allenare all’estero è un valore aggiunto? Ho tanto rispetto per i coach italiani. Messina è uno degli allenatori più vincenti e ho grande rispetto per lui. Ma ci sono grandi coach in giro per l’Europa e li rispetto per come fanno giocare le loro squadre. Ora l’Europa è più aperta e questa cosa mi piace. Sicuramente è un po’ più difficile da straniero, ma io ho il mio stile e vorrei insegnarlo ai miei giocatori per metterlo in campo.

Virtus società abituata a vincere? 2 anni fa si è vinto lo scudetto ma ora la squadra è cambiata molto. Abbiamo tanti giocatori che giocano in nazionale. Capisco che i tifosi vogliano sempre vincere, ma stiamo cercando di costruire un percorso per il presente e il futuro. Sappiamo tutti cos’è la Virtus e cosa rappresenta: quello che chiedo ai tifosi è di riconoscere che metteremo sempre come atteggiamento il 100% in campo. Dobbiamo fargli vedere che lottiamo per la Virtus e per la canotta prestigiosa che indossiamo.

Sei qua per costruire un sistema Mumbrù? No, la cosa importante è essere parte della Virtus. Giocatori e allenatori vanno e vengono, mentre la Virtus rimane sopra tutto. Noi abbiamo chiaro cosa dobbiamo fare e allo stesso modo dobbiamo essere onesti di capire in che momento è la Virtus, perché nello sport è impossibile essere sempre al top dato che ci sono sempre up&down; la cosa fondamentale è fare sempre il meglio per la Virtus.

Cosa mi aspetto a livello personale e di vita qua? La cosa importante è la chimica che vogliamo costruire, ad esempio una cosa importante che dobbiamo costruire è la chimica in spogliatoio per vincere. Tutti hanno bisogno dei loro momenti, loro come noi dello staff. Tutti abbiamo bisogno di passare del tempo con le nostre famiglie o di fare una passeggiata per il centro. Ma la cosa importante è costruire questa chimica, perché in un solo minuto la si può perdere.

Sono duro o amico dei giocatori? Sono un allenatore che finché è in campo è abbastanza duro e che ricerca una certa disciplina, per ottenere i risultati. Fuori dal campo poi si parla e si soffre insieme, ma l’importante è sostenersi: non esistono situazioni nelle quali i giocatori soffrono più dello staff o viceversa. Si vive tutti assieme e si soffre insieme.

Alston Jr.? Per noi lui è un giocatore molto importante, penso che come 3 possa fare meglio che da 4 ma gli ho detto che è un giocatore che può adattarsi, come gli altri come ho detto anche prima. Lui è qui da un anno e conosce meglio degli altri la Virtus e l’ambiente. Sono felice di allenarlo perché ieri ha difeso duro e penso che sia un giocatore importante e sono contento di allenarlo.

Hackett? Daniel è il nostro capitano e colui che in primis dimostra i valori che questo club rappresenta. Lui è come una Ferrari, bella e veloce ma che va trattata con cura, come dovremo fare noi nel corso della stagione. Sa come spiegare ai giovani e ai compagni e anche per questo motivo sarà un elemento fondamentale per tutto l’anno.”