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LBF, Finale | Il focus sulle nostre avversarie

Bologna, 28 aprile –

 

Secondo la tragedia greca, adattandola a quelli che sono gli standard odierni, potremmo dire che la Virtus Segafredo sia al centro di una vera e propria tragedia nel senso più arcaico del termine. Se infatti la serie con Costa Masnaga ha costituito il prologo, l’introduzione, le partite contro Venezia potrebbero tranquillamente posizionarsi nella parte centrale, gli episodi. In ultimo c’è l’epilogo o esodo, l’atto conclusivo, proprio contro Schio.

Di fatto non c’è una grande tradizione contro le vicentine, specialmente ai play-off.
Ma questo è quello che la Segafredo avrà di fronte: una squadra da zero sconfitte in stagione regolare, ma capace di mostrare qualche crepa e non poche fragilità in post season. Ecco dunque che i 15 punti di media di Gruda scendono a 10 in semifinale, con Laksa a prenderne il posto da primo violino. È proprio questa la forza di un Schio: un meccanismo intercambiabile che sostituisce gli ingranaggi qualora fossero sottotono. Rimane una ottima squadra, allenata in modo preciso e meticoloso che, in Coppa Italia, ha mostrato di soffrire la Virtus. Molto passerà anche dal recupero di Dojkic, vedremo come, ma la sensazione è quella di una giocatrice che farà di tutto pur di esserci. Resta un atto conclusivo dal grande fascino per la Segafredo che va incontro alla proprio destino, avendo la possibilità di scrivere sul libro della propria storia, su di una pagina completamente bianca.