Bologna 03 gennaio –
Bussando all’uscio di un incrocio mai banale, il campionato mette di fronte per la 247a volta Olimpia e Virtus, oggi Armani AX e Segafredo, da sempre l’alpha e l’omega del nostro basket, nel tratto di stagione in cui, oltre a riguardarsi in faccia dopo la finale di Supercoppa, si capirà anche a chi assegnare la palma di Campione d’Inverno.
Persa l’imbattibilità in Italia, dentro un calendario azzoppato dal Covid, Milano ne conserva il il comando, contando soprattutto su un Rodriguez che fin qui l’ha ben pilotata in attacco (11,7 punti e 5,3 assist). In testa alla classifica l’Olimpia è stata brava a salirci, anche per qualche breccia aperta da una stagione europea con alcuni crolli rovinosi, capace dentro l’orto nazionale di guidare l’attacco con Shields e Mitoglou (11,1 e 12 rispettivamente), entrambi out, per capire meglio la portata di questa minifuga a due proprio assieme alla Virtus. Uscire allora dai 40 minuti del Forum qualche metro più avanti darebbe ad entrambe un bel vantaggio: anche moralmente, più che contabilmente. Al derby d’Italia Armani e Segafredo, comprensibilmente ancora più o meno curiose di scoprirsi, chiedono molte risposte e si sa che, in questo tipo di gare, sono spesso gli umori lasciati caldi sul parquet ad accelerare avanzate o ritirate. Lo sanno bene Messina e Scariolo, due che hanno condotto barche a tutti i principali porti del mondo. L’attuale momento delle due rivali, rivelatore di pensieri e strategie, tra defezioni Covid, turnover ed infermerie assortite, vanta numeri possenti: Armani terza per punti e precisione dal campo, prima nei liberi, seconda a rimbalzo, Segafredo prima per punti segnati, precisione dal campo, rimbalzi, assist e recuperi. Non resta che allacciarsi le cinture.





