1ª Era (1927-1945): A tachén dal cminzèppi
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1ª Era (1927-1945): A tachén dal cminzèppi

Bologna, 1871-1927 –

 

La storia della Virtus inizia ben prima di quella della Virtus Pallacanestro, in un tempo in cui il concetto moderno di sport non esisteva ancora. La Bologna degli anni ‘70 del XIX secolo è una Bologna che inizia a confrontarsi con il concetto di “tempo libero”, una nuova esigenza nata con la società di massa. In questo contesto Emilio Baumann fonda la “Società Sezionale di Ginnastica in Bologna”, l’antesignana della SEF Virtus. 

È il 21 marzo 1868 e alcuni amici sono seduti al bar di via Drapperie, nel pieno centro di Bologna. Questi amici, mossi dalla spinta di Baumann, hanno appena deciso che Bologna debba avere la propria società di ginnastica. La seconda data di questa storia è il 17 gennaio 1871, quasi 3 anni dopo quella poco più che chiacchierata al bar in centro. Sono passati soli pochi mesi dalla Breccia di Porta Pia, giusto per dare un riferimento temporale di quanto questa storia sia cosa vecchia. Durante una riunione indetta e presieduta da Emilio Baumann presso un’aula delle Scuole Tecniche San Domenico, oggi Istituto Pier Crescenzi, nasce ufficialmente la “Società Sezionale di Ginnastica in Bologna”.

Da quella data la polisportiva cresce sempre più: una storia più che cinquantennale quando i primi atleti della vu nera iniziano a fare i primi canestri. L’Italia intera è provata dalla fine della Grande Guerra e segnata dalle tensioni crescenti che porteranno Mussolini e il Fascismo al potere. Il volano per l’arrivo del basket in Europa è l’ingresso degli USA nella WW1, cosa che porta i soldati americani a far conoscere il loro nuovo gioco ai giovani europei. Essendo Bologna una città universitaria, al termine della guerra sarà una delle città che vivrà un proliferare di interesse per la disciplina tra tornei universitari e non solo.

La sezione di pallacanestro nasce ufficialmente solo nel novembre 1933, proprio l’anno in cui sta iniziando la velocissima caduta di Arpinati (il podestà di Bologna che ebbe l’illusione di fare di Bologna la Capitale dello Sport italiano); ma la palla al cesto in Virtus arriva ben prima: siamo alla metà degli anni ’20 e alcuni tesserati dell’atletica leggera vogliono provare un gioco per alternare all’impegno principale “serio” e competitivo un’attività più “ludica”. I ragazzi iniziano così questa avventura, con un fare disimpegnato ed extra-agonistico, senza avere la consapevolezza di stare dando vita a una delle storie più importanti e vincenti dello sport bolognese e nazionale. I primi canestri del mito della Virtus vengono tirati nel 1927 nella palestra storica della società dell’ex chiesa sconsacrata di Santa Lucia e la prima uscita coincide con i Campionati Europei di Atletica al Littoriale (oggi Renato Dall’Ara) disputatisi dal 17 al 20 settembre.

La Virtus disputa tornei e campionati a livello regionale dal 1930 al 1934, anno in cui la sezione di pallacanestro partecipa al suo primo campionato ufficiale in prima divisione, riuscendo al primo tentativo a raggiungere la promozione in massima serie grazie ad un canestro nel finale contro l’Unione Sportiva Milanese . 

Nell’aprile 1935, anno della prima stagione nel massimo campionato nazionale di Pallacanestro, la SEF Virtus viene “fusa” con Bologna Sportiva, la polisportiva ideata da Arpinati comprendente il Bologna che torna autonomo con la fine politica dell’ex capo del PNF bolognese. L’arrivo nel massimo campionato non sarà una comparsata per la Virtus dato che non abbandonerà più la massima serie fino agli eventi del 2003, per motivi esterni al campo di gioco. La squadra fin dal primo anno si pone stabilmente nei primissimi posti della classifica, senza però mai riuscire a laurearsi campionessa nazionale, avendo la sfortuna di collezionare la bellezza di sei secondi posti e due terzi posti in otto anni di fila tra il 1935 e il 1943, anno della sospensione dei campionati per la guerra. Il risultato è ancora più incredibile se si pensa che in questi otto anni l’organico è fondamentalmente composto da soli bolognesi, i quali dedicheranno l’intera carriera alla causa bianconera. Capitanati da Venzo Vannini, i bolognesi Athos Paganelli, Galeazzo Dondi, Giancarlo Marinelli, Gelsomino Girotti e Lino Rossetti prima conquistano la promozione poi, per otto anni, fin dal primo anno, lottano per il titolo. Dal 1935 al 1939 allenatore è Vittorio Ugolini, per poi vedere sulla panchina bianconera Guido Foschi, dopo un anno con Lino Rossetti giocatore-allenatore.

Con la fine della guerra nel 1945 torna la Libertà e inizia un’altra importante stagione per le vu nere: quella del passaggio dal dilettantismo al professionismo.

 

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