Prossima PartitaSegafredo Virtus Bologna vs Virtus Roma/25 Set 2019/PalaDozza

Olimpia e Virtus, una storia lunga 172 puntate

Insieme, contano 43 scudetti. Nessuna bacheca come quelle di Olimpia Milano, che ne contiene 28, e Virtus Pallacanestro, che è a quota 15. E cinque volte i due club sono saliti sul trono d’Europa: tre successi Milano, in quella che ancora si chiamava Coppa dei Campioni, due volte Bologna.

Eppure, nonostante tutta la gloria e la storia che hanno vissuto da protagonisti, da quando lo scudetto si assegna con una finale i due club si sono trovati faccia a faccia in due sole occasioni. La prima volta fu nella stagione 1978/79, quando a guidare l’Olimpia era il coach che aveva conquistato l’Italia proprio partendo da Bologna, Dan Peterson, mentre sulla panchina bianconera sedeva il suo erede, da poco passato al timone della squadra dopo esserne stato eroe in campo, Terry Driscoll. Troppo più forte l’allora Synudine, che vinse in due gare secche sulla Billy.

La seconda volta è nella storia della V nera. E’ lo scudetto della Stella, il decimo per la Virtus che per la prima volta, stagione 1983-84, ha in panchina un bolognese doc voluto fortemente da Gigi Porelli: Alberto Bucci. Dall’altra parte la Simac, ancora con Peterson in panchina. A Milano la Virtus fa il colpo e vince 82-86, tre giorni dopo potrebbe chiudere in casa, dove è ancora imbattuta, ma nonostante l’espulsione di Meneghin Milano fa quadrato e porta via la vittoria, 71-75. Si torna in casa dell’Olimpia, e la Virtus non sbaglia niente: la partita perfetta si chiude con la schiacciata di Brunamonti dopo la rimessa di Van Breda Kolff, sul 74-77. Brilla la stella, e al rientro a Bologna brillano le luci del palazzo, accese a festa dal mitico Amato Andalò, custode del tempio.

I precedenti vedono avanti l’Olimpia, 100-71. A Bologna la Virtus conduce 51-35, a Milano l’Olimpia è in vantaggio 65-20. Nella partita di andata, dopo trentotto minuti di sfida alla pari, l’Armani Exchange ha avuto la meglio sulla Segafredo col punteggio di 88-79, trascinata nel finale da un incontenibile Mike James.