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La Serie A vista dall’interno: le parole di Coach Djordjevic

Bologna, 3 giugno –

 

Moderato dall’arbitro bolognese Marco Venturi, nato a Vergato, ma poi trasferito a Siena, il coach della Virtus Segafredo Bologna ha partecipato ad una diretta social con il comitato arbitri della Toscana.

Di seguito un estratto dell’intervista:

Sullo stato di forma della squadra: “Chi è rimasto qua si è allenato attorno alla Porelli, chi invece era fuori dall’Italia riceveva i programmi dal nostro preparatore atletico. Ho creato tre chat, una con gli americani, una con i serbi, una con gli italiani, oltre che altre con lo staff e la società. Abbiamo lavorato tanto, e anche se non c’era modo di controllare, tutti si sono impegnati nella speranza di poter riprendere.


Sul ruolo di Teodosic: “L’ho voluto fortemente per il rapporto che abbiamo da sei anni, una lunga conoscenza che mi ha portato a metterlo al centro del nostro progetto ed essere il nostro leader. E’ un giocatore che dà tanto e per questo chiede tanto, soprattutto a se stesso. Ci confrontiamo e a volte ci scontriamo perché entrambi abbiamo un solo obiettivo: vincere, e per questo sia io che lui siamo pronti a mettere da parte il nostro ego, che è il nemico principale.”


Sulla città di Bologna: “E’ rimasta una città molto viva che ho vissuto con grande passione da giocatore, tanto che dico a tutti che vivere la rivalità tra Virtus e Fortitudo è un’esperienza unica e che una carriera non è completa se non si ha la fortuna di sperimentarla, perché qui la pallacanestro è davvero sulla bocca di tutti e spetta a te far vedere quanto vali. L’ho anche vista pronta e determinata a riprendersi quel ruolo centrale che ha avuto non solo a livello nazionale, ma anche internazionale. Naturalmente tutto questo deve avvenire con merito.


Sul rapporto in campo con i direttori di gara:  “Spesso manca comunicazione, anche perché c’è pressione, sia su di loro che su di noi. Dobbiamo cercare di capirci meglio, specie quando c’è tensione.”


Sulle differenze arbitrali tra Italia ed Europa: Avendo fatto varie competizioni europee, tra cui la Champions, ho idea che gli arbitri siano legati ai propri campionati. Ho spesso parlato con i dirigenti arbitrali, è un problema legato allo sviluppo del basket: lo sport si è disperso su tanti paesi, in ogni posto c’è un tipo di gioco diverso, e anche per chi fischia è difficile tenere lo stesso criterio.


Sulla gestione dei leader nello spogliatoio: Sono dell’idea che tu possa avere una squadra vincente, ma non sarà mai campione se non ha un leader dentro. Devi essere fortunato a trovarlo, e che lui scelga il tuo progetto, dandoti la sua esperienza sul campo e nello spogliatoio. Ma non sempre il leader riesce ad essere tale, è necessario che tutta la squadra, dal più importante a chi non gioca, abbia il suo momento importante e sappia cosa fare. Per questo io certo di rendere ognuno, quando serve, padrone del proprio ambiente: è un modo per essere apprezzati. Ma per gestire un leader serve prima la fortuna di averlo, poi lasciarlo fare sapendo che il ‘leader’ lo deve essere in tutto, per dare il buon esempio.


Sulla esperienza con gli arbitri: “Ho preso tecnici, espulsioni, da allenatore a volte io li cerco, i tecnici, e ho l’educazione per non farmeli fischiare quando non ho voglia. Io cerco sempre di trovare gli stessi criteri arbitrali ovunque gioco, e non sempre capita.

 

Sui giovani atleti: “Quello che ripeto sempre ai giovani atleti è che non devono solo sognare di vestire la maglia della Nazionale, ma devono sognare di vincere con quella maglia. Inoltre la cura della parte fisica è fondamentale, quando un giovane atleta mi chiede cosa deve fare io rispondo: 200 flessioni prima di colazione, 200 flessioni dopo pranzo, allenamento e altre 200 flessioni dopo l’allenamento. La cura dell’aspetto fisico è essenziale.


Sulla stagione 19/20 e sui risultati ottenuti dalla squadra: Ho una mia filosofia, con cui faccio le squadre. Io e il GM Paolo Ronci abbiamo cercato di seguire la filosofia dell’altruismo, il passare la palla per dare ad ognuno la propria ribalta e i titoli sui giornali. L’anno scorso eravamo ultimi negli assist, quest’anno siamo i primi”.

 


 

The Head coach of Virtus Segafredo Bologna took part in a live social with the referee committee of Tuscany.

Below is an extract from the interview:

About the shape of the team: “Those who stayed here trained around Porelli, those who were outside Italy received the programs from our athletic trainer. I created three chats, one with the Americans, one with the Serbs, one with the Italians, as well as others with the staff and the club. We worked a lot, and even though there was no way to control it, everyone worked hard in the hope that we could resume.

About the role of Teodosic: “I strongly wanted him for the relationship we have had for six years, a long knowledge that led me to put him at the center of our project and be our leader. He’s a player who gives a lot and for this he asks a lot, especially from himself. We confront each other and sometimes we clash because we both have only one goal: to win, and for this reason both he and I are ready to put aside our ego, which is the main enemy”.

About Bologna: “It has remained a very lively city that I lived with great passion as a player, so much so that I tell everyone that living the rivalry between Virtus and Fortitudo is a unique experience and that a career is not complete if you are not lucky enough to experience it, because here basketball is really on everyone’s lips and it’s up to you to show how much you are worth. I have also seen you ready and determined to take back that central role that you have had not only nationally but also internationally. Of course, all this must be done with merit.

About relationship on the pitch with the referee: “There is often a lack of communication, also because there is pressure, both on them and on us. We must try to understand each other better, especially when there is tension.”

About refereeing differences between Italy and Europe: “Having played in various European competitions, including the Champions League, I have an idea that the referees are linked to their own championships. I’ve often spoken with the refereeing directors, it’s a problem linked to the development of basketball: the sport has spread over many countries, in every place there’s a different kind of game, and even for those who whistle it’s difficult to keep the same criteria.”

About management of the leaders in the locker room: “I’m of the opinion that you can have a winning team, but you will never be champion if you don’t have a leader inside. You must be lucky to find him, and that he will choose your project, giving you his experience on the field and in the locker room. But not always the leader can be such, it is necessary that the whole team, from the most important to those who do not play, has its important moment and knows what to do. That’s why I’m sure to make everyone, when needed, master of their environment: it’s a way to be appreciated. But to manage a leader you first need the good fortune to have one, then let him do it knowing that the ‘leader’ must be the leader in everything, to set a good example.”

About experience with the referees: “I’ve taken technicians, expulsions, as a coach sometimes I look for them, the technicians, and I have the education not to whistle when I don’t feel like it. I always try to find the same refereeing criteria wherever I play, and it doesn’t always happen.”

About young players: “What I always repeat to young athletes is that they must not only dream of wearing the National team jersey, but they must dream of winning with that jersey. Moreover, the care of the physical part is fundamental, when a young athlete asks me what to do I answer: 200 push-ups before breakfast, 200 push-ups after lunch, training and another 200 push-ups after training. The care of the physical aspect is essential.”

About past season and the results obtained by the team: “I have my own philosophy with which I make teams. Me and GM Paolo Ronci have tried to follow the philosophy of altruism, passing the ball to give everyone their limelight and the headlines. Last year we were last in the assists, this year we’re the first.”