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Il focus sui nostri avversari

Bologna, 03 dicembre –

 

Col doloroso sgomento di un inizio di stagione non facile e in grembo una classifica da sistemare, quattordicesima, atterra al Marconi un Banco Sardegna Sassari rifilato da una robusta limatura. In breve: quando David Logan (top scorer, 14 a gara) e Christian Mekowulu (7,6 rimbalzi in 29,1 minuti) mostrano la faccia giusta, prima o poi qualcuno raccoglie. Nell’attesa, magari si subiscono gruppi più assortiti e dopo quattro sconfitte di fila ad inizio novembre era scattato pure il ritiro, inedito provvedimento in tempo di campionato da quando la squadra è nella massima serie. Al di là delle capricciose traiettorie del pallone, resterebbe da setacciare qualche verità, salutato il play Anthony Clemmons, rivelatosi inadatto per condurre la squadra nell’idea di gioco di Demis Cavina, è tornato il croato Filip Kruslin (29 minuti al debutto) ed è arrivato Gerald Robinson, play-guardia classe 1989, a sistemare il posto di guida, che resta pur sempre un ruolo capitale di questo gioco, in parte finora tamponato da Logan, che però play non è, e da un Tyus Battle carente di continuità. Nello Chemnitz, in Bundesliga, Robinson viaggiava a 10,6 punti in 30 minuti col 52% da due, il 46% nelle triple e 6 assist, ma la Dinamo meno offensiva degli ultimi suoi 11 anni di Serie A (74,9 punti), è costata il posto pure allo stesso coach di Castel San Pietro Terme, sostituito dal bolognese Piero Bucchi. Tra le falle è finora mancato il go-to guy, anche se il dito nella piaga parrebbe essere quello di non avere pedine affidabili nell’uno contro uno. La Dinamo è oggi padrona dalla lunga distanza (3a con 27,4 tentativi, 5a con 10,1 realizzazioni) latita invece dalla media (12a con 36,7 tentativi, 16a con 17,1 realizzazioni) ed ha un potenziale offensivo senza altissimi regimi che fatica ad accendersi in velocità (14a nel pace), in grado di far girare con equilibrio, a bassi regimi, le turbine della squadra.