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Focus sui nostri avversari

Bologna, 20 dicembre –

 

Odor di spareggio. La Segafredo volerà a Las Palmas contro il Gran Canaria, coinquilina a tre in cima al suo girone d’Eurocup, in attesa del recupero di Valencia. Gara non banale poiché se dallo scorso 14 novembre nelle ultime otto (all inclusive campionato + coppa) la Virtus ha ripulito la tavola senza ritegno, con una voracità spaventosa, nello stesso lasso temporale Canaria ha alternato la bacchettata alla carezza (tre vinte su otto). Dopo la recente brutta uscita di Bilbao, 76-46 a 12 minuti dalla fine, che al momento la confina fuori dai posti utili per la Copa del Rey, a difesa dei suoi è intervenuto amaro coach Porfirio Fisac: “L’onestà di un giocatore non si misura da un risultato, ma da quello che fa in campo e in questo senso ho giocatori onesti”, per ribadire che gli assi di briscola sono inaccostabili in serate come quelle e la regola resta valorizzare un gruppo in cui si crede.

In Eurocup a Podgorica invece l’Herbalife s’èra fatta bastare una prova più che dignitosa, senza la guarda Albicy e il centro Pustovyi, a violar l’inviolata casa Buducnost. Gran Canaria è un avversario che vuol dire Dylan Ennis (16,1 punti in 27,7 minuti), guida del gruppo, con la saggezza di non farsi ingolosire dalla sfida personale, lasciando spazio, viste le attenzioni su di lui, ai compagni. Eppoi ancora John Shurna (11,3 punti e 4,8 rimbalzi), A.J. Slaughter (10,9 punti in 25,9 minuti): roba dura, ma per sgrassare la testa di questo girone B era difficile pretendere altro. La Virtus ha inevitabile superiorità in attacco (93 punti vs 82,7), entrambe tirano bene da tre (40,1% Canaria – 41,3% Bologna, terza e prima), sfruttando poi al massimo i loro solisti (Salvo 58,3%, Shurna 53,9%, Belinelli 52,6%, Diop, ma pure il sorprendente Alexander, col 50%). Cifre accettabili ma non addentabili: perché, anche quando l’attacco perde mira e baldanza, Canaria difficilmente smarrisce serietà, dedizione e impegno difensivo. Fragile dietro sull’arco (41% concesso da tre, penultima del ranking) ma con pochi tentativi concessi (appena 23, sesta). Servirà una Segafredo attenta, capace di bilanciare anche i minutaggi, sfibrata tra gli infortuni, col rischio di sparire negli ultimi quarti per sfinimento fisico e per cedimenti nervosi, postulati finora evitati ma in cui è pure umano scivolare nonostante la multinazionale costruita per competere anche in Europa.