Final Eight, si alza il sipario. Ramagli e Ndoja: “Onorati di esserci”

Si va in scena, per raccontare cosa sarà la Final Eight di Coppa Italia, all’Artemio Franchi di Firenze, che sta proprio accanto al Nelson Mandela Forum che metterà in scena il primo appuntamento di prestigio della stagione. C’è, a fare gli onori di casa, un’icona del calcio come Giancarlo Antognoni, oggi manager della Fiorentina. E c’è tutto il mondo della pallacanestro italiana, protagonisti e addetti ai lavori, ci sono allenatori e capitani delle otto squadre che se la giocheranno in campo. Una delle quali si chiama Virtus Segafredo, e torna in campo alla Final Eight sei anni dopo l’ultima apparizione, e sedici dopo l’ultima vittoria, la numero otto della sua storia.

E’ contento, Antognoni, di vedere che cinque coach su otto di questa finale vengono dalla sua Toscana. “Sono circondato, e succede così anche nel calcio, ad alto livello. Bel segnale, vuol dire che i mister e i coach della mia terra sono bravi davvero…”

Alessandro Ramagli siede al tavolo dei relatori, insieme ai sette colleghi che guideranno le loro navi sulla rotta della Coppa Italia 2018.
“Per noi, esserci è l’aspetto più impottante. La Virtus ha una grande storia, e alle spalle una caduta dolorosissima due anni fa. Essere tornati in Serie A, e subito giocarsi questa possibilità, credo sia importante. E penso che la Virtus mancasse un po’ alla pallacanestro italiana, a questi livelli. Siamo qui a giocarcela, e cercherò di fare lo sgambetto ad Andrea Diana, così come lui cercherà di farlo a me. Non ho risposte sulle condizioni fisiche di Pietro Aradori, in questo momento. Le avremo questa sera, speriamo siano ositive. Ma intanto, godiamoci il fatto di essere qui oggi, e in campo venerdì prossimo”.

Tocca a capitan Ndoja. “E’ un onore esserlo quando la Virtus Segafredo torna in finale di Coppa, ci seguiranno duemila appassionati e sarà un po’ come giocare in casa. Vogliamo semplicemente vincere tre partite su tre. Non appartiene alla storia di questo club nascondersi, dunque non ci nascondiamo”.

“E’ il momento di concentrarci sull’evento”, dice Egidio Bianchi, presidente di Lega Basket. “E non sarà solo concentrato sull’assegnazione della Coppa, ma un momento di inclusione. Questo è l’anno del centenario della nascita di Nelson Mandela, e siamo orgogliosi di portare qui la Final Eight, in un territorio che ci ha accolti e ci sostiene, ricordando anche la figura di un grande personaggio”.

Spazio ai capitani, impegnati in mattinata nello shooting fotografico davanti all’ingresso del Mandela. Spazio al progetto “Basket & More”, iniziativa di Lega Basket Serie A e Ministero dello Sport, che proprio nel segno dell’inclusione rivolgerà attenzione alla disabilità, con molte iniziative collaterali: da Overlimits Firenze, curato da Marco Calamai, alle esibizioni di Volpi Rosse, Rappresentativa Down, Costone Baskin Siena, Baskin Capannori.

Tutte le gare saranno trasmesse in diretta su Rai Sport HD, Eurosport 2 ed Eurosport Player. Biglietti in vendita sui circuiti vivaticket.it, boxeofficetoscana.it, boxol.it.

La Virtus Segafredo, come è noto, esordirà venerdì 16 febbraio alle 20.45, contro la Germani Brescia. Che ha rallentato la sua corsa in campionato, ma resta un avversario difficile. E col dente avvelenato, assicura coach Diana: “Vogliamo dimenticare in fretta la bastonata presa ieri a Varese”. Antenne dritte, insomma. Ma a Ramagli non occorre ricordarlo.