Coach Djordjevic ospite ai microfoni di Radio Marca

Bologna, 29 maggio –

 

Nella mattinata di ieri, coach Djordjevic è intervenuto ai microfoni di Radio Marca. Di seguito un estratto dell’intervista:

Come procede in Italia? 
“Siamo tornati ad un po’ di libertà, la gente con la distanza e la mascherina sta cercando di rispettare le regole. Ci vuole anche un po’ di coraggio per tornare ad una vita che ovviamente non è la stessa.”

Come si pensa allo sport in questo momento? 
“Dall’inizio di questa pandemia ho sempre pensato alle vittime che hanno perso la vita a causa del virus. Sono stato molto triste per quello che è accaduto. Lo sport è una parte della società, una parte molto importante della nostra vita. Alla fine, però, a nessuno importa chi è campione. Noi non vediamo l’ora di ricominciare il nostro lavoro, con un po’ di malinconia legata al passato perché lo sport è gioia e allegria, dare speranza e sorriso alla gente che viene a guardarti. C’è anche un po’ di invidia verso il basket spagnolo che riparte, che prova a ripartire pensando non ha quello che si è perso ma a quello che si potrebbe ottenere in futuro. Noi aspetteremo i primi di agosto per tornare a fare quello che ci piace. È vero, abbiamo giocato una stagione molto positiva, entusiasmante ma in generale questa situazione ci ha colpito molto non solo a livello sportivo ma per la nostra vita.”

Si può paragonare la situazione che stiamo vivendo al periodo della guerra balcanica?
“La guerra non può essere comparata alla situazione di lockdown. Il periodo di guerra è un periodo molto duro, anche perché il nemico che hai davanti lo conosci. Adesso abbiamo un nemico che non conosciamo. La vita è così, bisogna reagire con forza, proteggendo la famiglia e gli amici. La vita mi ha insegnato a non pensare a quello che è successo ieri. Quando si vince una partita o una medaglia, c’è un po’ di tempo per festeggiare, fumare un sigaro, bere qualcosa ma la mattina seguente bisogna già pensare all’impegno successivo. Bisogna sempre combattere per nuovi obiettivi.”

Pensi che la Virtus possa avere un posto in Eurolega? 
“Io ho molto rispetto delle altre sette squadre che erano arrivate alla fase finale dell’EuroCup. Parlare di aver potuto vincere l’EuroCup quest’anno è una chiacchiera da bar davanti ad una birra. Noi lavoriamo in questa direzione, cresciamo, stiamo raggiungendo risultati parallelamente alla crescita del club. Abbiamo ancora da migliorare ma abbiamo anche dimostrato in poco tempo che la Virtus è tornata a essere considerata. Questo era il mio primo obiettivo: non guardare solo l’albero davanti a noi ma pensare a tutta la foresta.”

Cosa ne pensi della scelta della Spagna di concludere la stagione? 
“Da tanto tempo la ACB sta facendo molto bene in tanti aspetti e questo non fa altro che confermare ancora una volta i miglioramenti che in Spagna sono stati fatti. Valencia ha tutto per essere palcoscenico di questo finale di stagione, dimostrando a tutti quale deve essere il livello della pallacanestro. Per questo motivo la Spagna sarà da esempio per tutti. Qui in Italia abbiamo Milano e la Lombardia che stanno avendo ancora casi di coronavirus, le regioni non sono ancora aperte e quindi le decisioni eventuali portano più responsabilità. Adesso è molto difficile organizzare qualcosa qui in Italia.”

Un documentario sulla vita di Djordjevic sul modello di “The Last Dance”? 
“Adesso sto ancora lavorando, quando smetterò ci penseremo. Jordan è di lezione per tutti, in un’epoca in cui si giocava con valori e durezza mentale. Io ho avuto la fortuna di giocare con alcuni personaggi che si vedono nel documentario e per tutti è stato speciale. È un documentario straordinario, una lezione, l’ho guardato con filosofia, diciamo così: come un affezionato di basket ma soprattutto pesando ogni parola, ogni immagine e ogni aneddoto.”

Verrai ad allenare in Spagna in futuro? 
“Venite in Italia per fare radio.”

 


 

Yesterday morning, coach Djordjevic spoke on Radio Marca. Below is an extract from the interview:

 

How’s it going in Italy? 
“We are back to a bit of freedom, people with the distance and the mask are trying to respect the rules. It also takes a bit of courage to return to a life that is obviously not the same.”

How do you think about sports right now? 
“Since the beginning of this pandemic, I’ve been thinking about the victims who lost their lives to the virus. I was very sad about what happened. Sport is a part of society, a very important part of our lives. In the end, however, nobody cares who is champion. We can’t wait to start our work again, with a bit of melancholy linked to the past because sport is joy and happiness, giving hope and a smile to the people who come to watch you. There is also a bit of envy towards Spanish basketball that starts again, that tries to start again thinking not about what you have lost but about what you could get in the future. We will wait until the beginning of August to get back to doing what we like. It’s true, we have played a very positive, exciting season, but in general this situation has impressed us a lot not only on a sporting level but for our lives”.

Can you compare the situation we are experiencing to the Balkan War?
“The war cannot be compared to the lockdown situation. The period of war is a very hard time, also because you know the enemy you are facing. Now we have an enemy we don’t know. Life is like that, you have to react strongly, protecting your family and friends. Life has taught me not to think about what happened yesterday. When you win a game or a medal, there is some time to celebrate, smoke a cigar, have a drink, but the next morning you have to think about the next commitment. You always have to fight for new goals.”

Do you think Virtus might have a place in the Euroleague? 
“I have a lot of respect for the other seven Club that made it to the EuroCup final stage. Talk about winning the EuroCup this year is pub-talk over a beer. We work in this direction, we are growing, we are achieving results in parallel with the growth of the club. We still have to improve but we have also shown in a short time that Virtus is back in the spotlight. This was my first goal: not only to look at the tree in front of us, but to think of the whole forest”.

What do you think of Spain’s choice to end the season? 
“ACB has been doing very well in many ways for a long time and this only confirms once again the improvements that have been made in Spain. Valencia has everything to be the stage for this season finale, showing everyone what the level of basketball should be. For this reason Spain will be an example for everyone. Here in Italy we have Milan and Lombardy that are still having cases of coronavirus, the regions are not yet open and therefore any decisions bring more responsibility. Now it is very difficult to organize something here in Italy.”

A documentary about Djordjevic’s life on the model of “The Last Dance”? 
“I’m still working now, when I stop we’ll think about it. Jordan is a lesson to everyone at a time when we were playing with values and mental harshness. I was lucky enough to play with some of the characters you see in the documentary and it was special for everyone. It’s an extraordinary documentary, a lesson, I watched it philosophically, let’s say so: like a basketball fan but above all weighing every word, every image and every anecdote”.

Will you train in Spain in the future? 
“Come to Italy to make radio.”