4° giornata EuroCup Top 16, le parole di Coach Djordjevic nel post partita con Trento

Bologna, 29 gennaio

Una notte importante, un inizio e un approccio serio alla partita fin da subito a partire dalla difesa. C’è stata sempre grande concentrazione da parte di tutti i ragazzi. Abbiamo anche scherzato in spogliatoio al termine della partita perchè ho davvero voluto complimentarmi con loro. Non era facile vincere tre volte contro gli stessi avversari e Trento aveva fatto una grande prova vincendo contro Sassari, e stasera non aveva nulla da perdere. Questa era la nostra preoccupazione. Adesso arriva il Partizan, che sarà la prova più dura. Il nostro cammino continua e passa ancora prima dalla partita con Pesaro. Ci servirà per inserire ancora di più Marble che stasera ha avuto un buon atteggiamento cercando di dare il suo aiuto senza strafare. Intanto cerchiamo di sfiammare la tendinite di Gaines dandogli un po’ di fiato. I giocatori stanno maturando, si trovano bene l’uno con l’altro. Noi interpretiamo la pallacanestro così, coinvolgendo tutti. L’ho detto anche alla panchina alcune volte stasera: la palla deve andare da un giocatore all’altro, deve essere la più veloce di tutti in campo. Le partite dentro fuori? Nel senso che entriamo e usciamo direttamente dal palazzetto… Il nostro processo di crescita passa necessariamente da partite che alcuni dei ragazzi non hanno mai vissuto e giocato. Questo processo può essere accelerato, ma penso che questo gruppo risponda veramente bene a quello che prepariamo.
Abbiamo vinto di 24? Ma dai…è incredibile…È un momento difficile. Manca una colonna portante allo sport. Al Pana avevo un giocatore, Elliott, e ricordavamo che Kobe era quello che anche con la Nazionale andava in palestra alle 5 e Lebron lo trovava già lì alle 6 quando pensava di essere il primo a entrare. Aneddoti come questo fanno capire tutto di quest’uomo, di questa persona che è arrivato dove è arrivato con il lavoro e l’ossessione. Eravamo scossi quando abbiamo saputo, come tutti. Tutto il mondo gli ha riconosciuto la sua grandezza. Si ragazzi ho detto che lui non era un’icona solo per i più giovani, ma anche per quelli della mia età cresciuti con Jordan. Ci sono grandi esempi di spessore certo, ma lui è qualcos’altro. È una colonna portante non del basket, ma dello sport.”

Pubblicato da Virtus Segafredo Bologna su Mercoledì 29 gennaio 2020