Segafredo Virtus Bologna vs A|X Armani Exchange Milano

Segafredo Virtus Bologna vs A|X Armani Exchange Milano

vs

Dettagli

Data Ora League Stagione
14 Ott 2018 17:30 Regular Season A 2018-2019

Risultati

SquadraT
Virtus Bologna79
Olimpia MIlano88

Riepilogo

SEGAFREDO BOLOGNA  – ARMANI EXCHANGE MILANO  79-88

(16-22; 40-39; 64-69)

SEGAFREDO BOLOGNA: Punter 14 (3/6, 2/7, 2/2), Martin 6 (3/5, 0/2, 0/0), Pajola 0, Taylor 15 (2/5, 2/4, 5/6), Baldi Rossi 0 (0/1, 0/1, 0/0), Cappelletti NE, Kravic 6 (3/6, 0/0, 0/0), Aradori 8 (4/6, 0/1, 0/0), Berti NE, M’Baye 7 (2/4, 1/4, 0/0), Cournooh 5 (1/2, 1/2, 0/0), Qvale 18 (9/14, 0/0, 0/1), All. Sacripanti.

ARMANI EXCHANGE MILANO: Della Valle 3 (1/2, 0/0, 1/2), James 26 (7/10, 4/8, 0/0), Micov 11 (1/6, 3/4, 0/0), D’Ambrosio NE, Gudaitis 14 (6/9, 0/0, 2/4), Bertans 0 (0/2, 0/3, 0/0), Fontecchio 0 (0/0, 0/1, 0/0), Nedovic 18 (3/4, 3/5, 3/4), Kuzminskas 2 (0/3, 0/0, 2/2), Cinciarini 0, Burns 12 (4/4, 1/1, 1/3), Brooks 2 (1/3, 0/1, 0/0), All. Pianigiani

 

NOTE:
SEGAFREDO BOLOGNA – T2: 27/49 (55%), T3:  6/21 (29%), TL: 7/9 (78%)
Rimbalzi 32 (21d-11off.), Perse 9, Recuperate 6, Assist 17, Valutazione 81
ARMANI EXCHANGE MILANO – T2: 24/43 (53%), T3: 11/24 (48%), TL: 9/15 (60%)
Rimbalzi 35 (24d-11off.), Perse 9, Recuperate 4, Assist 18, Valutazione 103

Arbitri: Sabetta, Sardella, Borgo

 

BOLOGNA – Vi vogliamo così! Questo è il coro della curva, all’uscita dei ragazzi con la VuNera sul cuore, ed è esattamente la verità. Una prova magistrale, in una cornice splendida, che non porta 2 punti ma tanta confidenza nel lavoro svolto e per quello a venire, una Segafredo che ha tenuto testa valorosamente ad una squadra più forte (costruita per vincere lo scudetto e andare avanti in Eurolega) fino a pochi minuti dalla fine. Semplicemente ha vinto il più profondo e il più talentuoso, la AX guidata da James, un’autentica star, e Nedovic ha resistito al massimo sforzo virtussino e affondato il colpo quando Bologna era in riserva. Grandissima la prestazione di Qvale sotto le plance a duellare contro rivali enormi ed espertissimi, ben supportato da M’Baye, Taylor e Punter che, nonostante non abbiano trovato continuità nel corso della gara, hanno spaventato i campioni d’Italia. La Virtus ha giocato con ardore, ha fatto qualche naturale errore e gli episodi non sono andati a buon fine per la causa bianconera, ma ci si deve togliere il cappello di fronte alla prova di Milano. Coach Sacripanti in conferenza stampa non può che essere soddisfatto, anche se le vittorie morali non esistono, ma la sua Virtus ha fatto la sua partita, come sperato inizialmente. Prossimo turno fra 48 ore, sempre al PalaDozza, contro i belgi dell’Ostenda.

1° QUARTO – Un PalaDozza che tracima di entusiasmo è uno spettacolo meraviglioso e degno della 171esima sfida tra le due squadre più titolate d’Italia, il match parte con le marce altissime, James in entrata e M’Baye dall’arco aprono le danze, Aradori e ancora il super americano di Milano da 3 sono gli autori delle prime prodezze. Punter trova un pertugio che libera il capitano Qvale per due appoggiati al vetro, il primo tiro del numero 0 viene atteso come una liberazione e la reazione di stupore per l’errore fa percepire quali sogni abbia alimentato in queste prime gare. Taylor fa commettere un fallo a James che tiene da solo in piedi l’attacco di Milano e realizza due liberi (9-9 al 4’). La partita è di un’intensità speciale, Qvale due volte e Taylor fanno spellare le mani ai presenti ma i lombardi sono una squadra grossa e di qualità superiore, restano a contatto grazie a una fisicità ed un’esperienza sensazionale. Gudaitis fa la voce grossa a rimbalzo e si lancia per una bimane che vuol dire sorpasso (16-17 al 8’), la Segafredo non arretra di un centimetro e il tuffo di Baldi Rossi per una palla vagante rende l’idea di quanto la partita conti. Pajola recupera palla su James e quasi gli fa commettere sfondamento ma Nedovic lo punisce con una tripla e un recupero chiuso con una schiacciata tonante. Le VuNere non trovano più la via del canestro quando la AX decide di dare un giro di vite dietro, Punter non riesce a sbloccarsi, lanciando un airball e il tiro della sirena finisce lungo sul ferro.

2° QUARTO – Altra palla persa in avvio di parziale, la Segafredo soffre le mani addosso ma quelle veloci di Baldi Rossi scippano la palla a Kuzminskas e un altro recupero, da una sciocchezza di Cinciarini, da il là al primo break virtussino: Punter in sospensione da centro area lo inizia, Martin recupera un’altra sfera con la grinta che gli è naturale e Kravic ne appoggia altri 2 al plexiglass, costringendo l’ex coach della Nazionale a fermare le operazioni. Al rientro la AX si vede schiacciare a difesa schierata da Kravic, servito alla grande da Taylor, per il pareggio a quota 22, purtroppo viene fischiato un fallo abbastanza venale a Punter, il secondo, a 8’ dalla fine del primo tempo. Gudaitis ferma il parziale negativo per i suoi con un bell’appoggio, gli replica Pietro Aradori con la stessa moneta: layup appoggiato altissimo al vetro e nuova parità (24-24 al 14’). Coach Sacripanti esulta per gli sforzi difensivi e la concentrazione a rimbalzo dei suoi ragazzi, anche se Gudaitis a tratti imperversa nel pitturato. Taylor e Qvale fanno esplodere il palazzo con i loro canestri la Milano è una squadra profonda di Eurolega e non si fa intimidire: tripla di Micov e ancora perfetta parità, fino alla tripla da 8 metri dell’appena rientrato Kevin Punter (34-31 al 17’). I decibel raggiungono il picco quando M’Baye strappa un rimbalzo offensivo e con un passaggio veramente brillante serve Qvale, che segna e subisce il fallo, costringendo nuovamente Pianigiani al timeout. Nedovic è un cecchino che non sbaglia appena ha un centimetro e sfrutta l’ennesimo rimbalzo di Gudaitis, M’Baye ci prova a resistere e vuol fare bella figura contro i suoi ex colori anche in attacco. Brian Qvale e Della Valle si scambiano due canestri decisamente inconsueti nella forma ma identici nella sostanza, Taylor si prende l’ultimo tiro e vede spegnersi l’ave maria lanciato verso il canestro da metà campo a pochi centimetri dal bersaglio.

3° QUARTO – Viene osservato il minuto di silenzio per la scomparsa di Baumann, avvenuta in mattinata, e si riparte, standing ovation del palazzo e via. Coach Sacripanti schiera i 5 americani che confezionano subito una giocata spettacolare, che porta Kelvin Martin alla bimane sulla linea di fondo. Lo stesso numero 1 quasi scippa la palla da Burns e toglie ogni visuale a Cinciarini, mostrandosi ogni volta sempre più ministro della difesa bianconera. Christian Burns è un carro armato e trova un’incursione vincente delle sue, Punter annulla gli effetti con una sospensione dalla media, subito duplicato da un’entrata con la moto di Martin che regala per un attimo il massimo vantaggio alla Segafredo, +6. Burns non molla e la infila da 3 ma Qvale è in stato di grazia e ne mette due appoggiando al vetro da un’angolazione veramente complessa, prima di uscire tra gli applausi convinti degli oltremila 5000 (49-45 al 23’). La gara è uno spot per la pallacanestro, maschia, ruvida ma spettacolare, Burns e James si prendono il proscenio offensivo per far star a galla Milano, M’Baye ha qualche motivazione supplementare rispetto alle già altissime dei compagni e ne mette 4 di fila che mantengono le VuNere avanti. Se possibile, il match sale di livello: Kevin Punter e Mike James mettono a segno due canestri da Rucker Park, Martin salva una palla già persa e converte il tiro sul ferro del compagno con uno sforzo che fa andare in delirio il popolo bianconero (58-53 al 26’). Tony Taylor si inventa una lacrima vincente da centro area e la prima zona 2-3 porta ad un recupero che Amath M’Baye non concretizza per un attimo, lanciandosi sui banner luminosi. La AX è dura come una roccia: James ha giocato in Nba e si vede: tripla nel momento più difficile, Nedovic e Micov da 3 punti sono dei killer e nonostante la Virtus giochi un match sensazionale, si ritrova nuovamente sotto (62-63 al 28’). Timeout dello staff VuNere ma la prima azione al rientro non porta punti, gli arbitri non si sentono molto (unico con problemi di falli Martin con 4) ma generano un po’ di insofferenza con le fischiate su Nedovic, ancora James colpisce dall’arco e, quasi senza accorgersene, la Segafredo va all’ultimo riposo lungo sotto di 5.

4° QUARTO – Cournooh sbaglia la prima conclusione dall’arco e commette fallo su Della Valle che mette a segno solo un libero su due, lo stesso numero 25, trovato libero dall’angolo, stavolta non fallisce e segna da 3. Taylor lanciato in contropiede serve un assist al bacio per Aradori, che poco dopo prende anche un fallo dal compagno di Nazionale milanese. Nedovic fa quello che vuole nell’area bianconera e appoggia un facile layup, Aradori gli replica con un tiro a parabola altissima che brucia la retina, Cournooh trova un varco e mette la freccia del controsorpasso (73-72 al 33’), rendendo la partita, di fatto, già un instant classic. Micov colpisce involontariamente Taylor al mento e si scusa prontamente, Baldi Rossi lotta come un leone a rimbalzo su ogni pallone ma Taylor va fuori giri e perde palla, non segna più nessuno per 2 minuti, fino alle triple di Micov e James che raffreddano attimo gli animi e convincono Coach Sacripanti a fermarla prima scappi definitivamente (73-78 al 36’). Sospinti dall’incessante tifo, i ragazzi del presidente Bucci tornano sul parquet, lo staff sceglie nuovamente i 5 americani ma stavolta Qvale non trova la via giusta, cosa che invece Mike James fa, grazie al suo talento strabordante. Martin serve con un carpiato, un po’ fortunosamente, Qvale che riesce a sbloccare i suoi, Punter prova il colpaccio da oltre 8 metri ma gli va male, Martin recupera un rimbalzo fuori dalle sue competenze ma la palla torna a Milano e i fischietti sanzionano Punter su Kuzminskas, che mette 2 liberi importanti. Qvale diventa il perno dell’attacco e tiene accesele speranze di rimonta, ma James è incredibile e non permette alla Segafredo di riavvicinarsi con un altro canestro da leader assoluto. L’attacco Virtus successivo è sfortunato, la partita sembra quasi andata, Taylor alimenta ancora la fiammella ma la bimane di Gudaitis spegne ogni vellietà: vince Milano ma il tributo del PalaDozza ai nuovi beniamini è commovente, tutti in piedi ad applaudire una delle più belle prestazioni bianconere del recente passato.