PalaDozza, piazza Azzarita. 21 anni dopo...

08/10/2017

Il ritorno al PalaDozza era già andato in scena nei playoff della passata stagione, e ha portato bene: Virtus Segafredo è tornata in Serie A restando al piano inferiore una sola annata. Ma una stagione regolare intera, da giocare nel “piccolo Madison” di piazza Azzarita, alle V nere non capitava da tempo. Esattamente ventun’anni, dalla stagione 1996-1997 che fu l’ultima vissuta nel vecchio palasport prima del trasferimento a Casalecchio, in quella che oggi si chiama Unipol Arena.

Alfredo Cazzola timoniere, Alberto Bucci in panchina e per la prima volta dopo un periodo che era parso splendido ed eterno, Roberto Brunamonti fuori dal parquet dopo l’addio al basket giocato e un nuovo ruolo di dirigente da scoprire, lui per primo. Una novità su tutte: l’apertura delle frontiere con i giocatori comunitari liberi di circolare nei paesi dell'Unione Europea. Stranieri, quindi, il confermato Komazec e Zoran Savic, tutti gli altri (Patavoukas, Prelevic, Galilea presto fermato da un pesante infortunio al ginocchio) forti dello status “sdoganato” dalla sentenza Bosman. Clamoroso il reparto lunghi: accanto a Binelli e Carera arriva Walter Magnifico, un terzetto che potrebbe raccontare molta storia della pallacanestro italiana. E ancora, due ragazzi contro cui il destino si accanirà, e i cui nomi resteranno nel cuore dei tifosi: Chicco Ravaglia e Matteo Bertolazzi.

Quella Virtus debutta in casa alla seconda di campionato, battendo la Genertel Trieste 103-91 con 30 punti di Komazec, 25 di Prelevic, 18 di Savic e 14 di Magnifico. Chiuderà la stagione regolare al terzo posto e nei playoff arriverà alle semifinali. Un anno in cui, comunque, la bacheca si arricchisce: arriva la Coppa Italia, con la vittoria in finale sulla Polti Cantù (Prelevic 18, Abbio 14 e Magnifico 13).